La
Guida
i-mode
Comincia
l'enigma. Potreste conoscere i-mode se abitaste dall'altra
parte del mondo,
ed è un gran peccato. Tanti fra noi ne hanno sentito
parlare, ma in realtà pochi ne sanno qualcosa. Sarà
che il mondo di i-mode, è fatto di strani caratteri
e di ideogrammi. In questo caso è d'obbligo puntare
il mouse verso il paese del Sol Levante e cercare di capirne
qualcosa in più.
Nel
1999 il gestore leader giapponese NTT DoCoMo lanciò
un servizio chiamato appunto i-mode, che di fatto è
un servizio di informazioni progettato per l'utilizzo sui
terminali mobili che offre accesso continuo ad internet. i-mode
(che significa "information-mode") è molto
simile al WAP, ed il motivo per il quale i giapponesi hanno
deciso di adottare uno standard diverso è piuttosto
semplice: i giapponesi erano pronti, il WAP no. Così
hanno deciso di giocare di anticipo, e nell'agosto 2000 NTT
DoCoMo raggiunge il notevole traguardo di ben 10 milioni di
utenti di i-mode.
E'
opportuno infatti non dimenticare che il mercato giapponese
è il secondo al mondo in ordine di grandezza, e la
facilità con la quale i giapponesi interagiscono con
la tecnologia è cosa nota.
I
terminali mobili
I
cellulari abilitati per i-mode sono molto simili alla maggior
parte dei cellulari in commercio, ma si distinguono per il
caratteristico comando a quattro punti nel mezzo al telefono,
proprio sotto al display. Questo comando consente all'utente
di controllare il puntatore sul display una volta che si è
connesso ad i-mode. Si riconoscono dal display che è
leggermente più largo, anche dei terminali WAP e può
essere monocromatico, a toni di grigio, oppure a 256 colori.
Il display più grande misura 120 x 130 pixel e corrisponde
più o meno da 6 a 10 linee di testo.
Se
ne trovano di diverse marche, ed i più noti sono i
Panasonic, Nokia ed Ericsson
Modello
Nokia:

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